Comitato Stanga

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A Palazzo contro la politica degli schieramenti
Scritto da Presidente   
luned́ 24 novembre 2008
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«Disgustosa la corsa a cui assistiamo per la poltrona di sindaco.
E la gente è stanca di questo»


Dal Gazzettino di Padova, trascrizione dall’originale di Matteo Bernardini, di seguito la dichiarazione dei comitati dissidenti


La politica non muove ancora. A poco piú di sei mesi dalle prossime elezioni comunali, la scacchiera sembra sempre ferma. Con gli strateghi impegnati non tanto a preparare le mosse programmatiche, quanto a decidere chi dovrà compierle. E allora a rompere gli indugi ci prova la società civile, con alcuni dei tanti comitati che in questi mesi si sono formati nei vari quartieri per combattere degrado e insicurezza, ma soprattutto per promuovere una partecipazione fai-da-te nell’amministrazione dei loro rioni dalla quale, nonostante le promesse della giunta-Zanonato, si sono sempre sentiti esclusi. E cosí venerdí sera, in un ristorante dell’Arcella, a discutere del futuro della città e delle loro prossime iniziative, si sono trovati i rappresentati di dodici comitati: Stanga 6, Manara, Altichiero, via Carducci, Piovego, Associazione piazza De Gasperi, Borgomagno, via Avanzo, Guicciardini, Conciapelli, via Curiel, piú l’adesione da parte del comitato Portello e del Pontecorvo. Gran cerimoniere dell’iniziativa, il presidente del comitato Stanga 6, Paolo Manfrin.


Manfrin, perché questo incontro?


«Ci siamo trovati per confrontarci e per fare il punto della situazione nei nostri quartieri e per quanto riguarda le nostre attività. Abbiamo capito che esiste la possibilità di intraprendere un percorso comune all’interno di uno stesso contenitore. Un unico grande comitato. E poi perché questa città ha bisogno di risposte immediate e forti».


Che la politica non sa dare?


«Il problema non è la politica, ma chi la fa. Prendiamo la cronaca delle ultime settimane. C’è una rincorsa continua al toto-candidature per la poltrona di sindaco. Si spara un nome al giorno, tra lotte intestine nei due schieramenti. È disgustoso. Eppure i politicanti sembrano ancora non aver capito che la gente è stanca delle loro beghe personali. Nessuno spende una parola per il bene di Padova. Tutti a guardare il loro tornaconto. A noi invece non interessa la spartizione delle sedie».


Però nel Palazzo volete entrarci anche voi...


«Non è detto. Quello che vogliamo è intanto formare un movimento che faccia tornare la passione per la nostra città. Un movimento per dialogare con la politica. Un movimento in grado di renderci partecipi delle scelte e non sempre e solo sudditi di chi decide per noi. E se stabilissimo di entrare nel Palazzo lo faremmo solo perché siamo stanchi di fare sala d’attesa alla corte del re di turno. Noi non abbiamo preclusioni: siamo pronti a dialogare con tutti. Ma soprattutto tutti debbono ascoltare le nostre richieste».


Che sono?


«La partecipazione in primis. Un concetto che questa amministrazione ha ben presto perso per strada. Poi la sicurezza. Chiediamo l’apertura di un laboratorio permanente sulla sicurezza in grado di permetterci un rapporto diretto con l’amministrazione comunale. Prefetto e Questore hanno capito le nostre esigenze. Il Sindaco invece ancora no».


Al tavolo di venerdí sera mancavano i rappresentanti di Comres, Sos Padova e del Pescarotto, ovvero tre dei cinque papabili cavalieri, insieme a Stanga 6 e Manara. Solo un caso?


«No. Non è solo un caso. Evidentemente c’è qualcuno tra di noi che parte già con schemi politici ben precisi e che a priori scarta l’idea di dialogare con chi non è schierato sullo stesso fronte. Però a noi la polemica non interessa. Per chi volesse tornare la porta è sempre aperta».


Matteo Bernardini


I dissidenti: la dichiarazione “inopportuna” ha già creato una spaccatura.


Venerdí sera, al tavolo del ristorante Da Michele in via Perosi, era impossibile non notare la loro assenza. Maurizio Meridi, presidente di Sos Padova, Massimiliano Pellizzari, leader di Comres, e Denis Menegazzo, guida del Pescarotto, sono stati i grandi assenti alla cena dei comitati organizzata da Paolo Manfrin e alla quale ha invece partecipato l’altro futuro cavaliere: Gisella Scanferla. E appare ormai chiaro come l’incontro abbia tracciato un solco profondo tra i tre assenti e gli altri presenti. Il dado insomma è stato tratto. E tornare indietro, se non impossibile, appare comunque difficile. All’indomani dell’annuncio di Paolo Manfrin, dato proprio sul nostro giornale, dell’incontro tra i comitati, le reazioni dei suoi tre (ex?) colleghi di battaglia si sono mosse lungo lo stesso comune denominatore definendo l’uscita del presidente del comitato Stanga inopportuna. Insomma l’anticipo di Manfrin ai tre non è proprio piaciuto, tanto che hanno declinato l’appuntamento alla cena di venerdí sera definendolo troppo politicizzato. Nonostante almeno due di loro abbiano già nel cassetto altrettante liste civiche pronte da sfoderare nel momento in cui i giochi elettorali entreranno nel vivo. Senza escludere che Comres, comitato Pescarotto, ed Sos Padova potrebbero puntare ad un’intesa comune, magari allargandola anche ad altri comitati che venerdí hanno disertato il summit. Intanto le prime prove generali dell’intesa a tre sono pronte ad andare in scena sabato prossimo durante la distribuzione di pane e pasta in piazza della Frutta organizzata da Comres e alla quale Sos Padova e il Pescarotto hanno già annunciato la loro adesione.


 
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