Comitato Stanga

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Circoli centrifughi?
Scritto da Presidente   
mercoledì 04 ottobre 2006
Circoli

Dopo il comunicato stampa emesso il 20 settembre scorso dall'Attivo dei Circoli cittadini di Rifondazione Comunista di Padova e dopo l'interrogazione parlamentare del 24 settembre della segreteria ecco la risposta del Comitato Stanga in merito ai contenuti espressi.


L'esibizionismo della Ruffini non ha limite che vengano i "circoli" a vivere in via Galliano!.

Quando si degnerà di convocarci in comune di sentire la gente del quartiere.

Ogni giorno tiene riunioni con gli extracomunitari, spostando il problema che noi abbiamo su questioni politiche di carattere generale in parte condivisibili e comunque facenti parti di una discussione più ampia che deve coinvolgere l'intero paese.

Per quanto mi concerne restano i disturbi e i disagi e pertanto le retate vanno benissimo.

La presenza della polizia rimane indispensabile.

L’Attivo dei Circoli cittadini di Rifondazione Comunista di Padova dovrebbe prendere esempio dal sindaco di bologna sul buonismo e garantismo che non porta da nessuna parte, penso che noi si debba insistere pubblicando anche del materiale su quello che ancora oggi avviene nelle nostre strade.

per il comitato stanga T.L.



Segue il comunicato stampa emesso il 20 settembre


Comunicato stampa di l’Attivo dei Circoli cittadini di Rifondazione Comunista di Padova del 20 sett 2006


No alle retate


In ottobre verrà chiusa la quarta palazzina di via Anelli: alle polemiche velenose rispondono i fatti. L’amministrazione continua a lavorare per la piena integrazione dei migranti nella comunità cittadina: l’aiuto a reperire nuovi locali per la moschea, in sostituzione di quelli che saranno chiusi in ottobre; l’istituzione della consulta e del consigliere aggiunto; l’istituzione dei facilitatori culturali che aiuteranno la polizia municipale nel dialogo con gli stranieri; sono fatti concreti. Le comunità migranti danno prova di voler raccogliere la sfida: la grande partecipazione all’incontro col ministro Ferrero e il riconoscimento unanime per il lavoro della giunta; l’annuncio, in un’affollatissima conferenza stampa, di una manifestazione il 30 settembre contro lo spaccio, contro i pregiudizi, contro la legge Bossi-Fini, per la dignità e i diritti dei lavoratori migranti, e di un fitto calendario di iniziative per rianimare via Anelli e riaprirla alla città; sono altrettanti fatti concreti. Rifondazione condivide questi sforzi e non farà mancare il suo sostegno.


Tuttavia, se l’amministrazione sta facendo quello che è in suo potere per chiudere il ghetto e costruire integrazione, non potrà risolvere problemi generali che non spariranno con via Anelli.


Il primo è quello della droga. Le leggi proibizioniste non sanno impedire il dilagare delle droghe pesanti: mentre i narcotrafficanti si arricchiscono, non pochi finiscono in carcere per qualche spinello, in modo che qualche politico si vanti di aver combattuto la droga. Servono altre politiche: di prevenzione e informazione tra i giovani, di depenalizzazione del consumo, di riduzione del danno, di rilancio delle strutture di intervento sul territorio, come i SERT e le unità di strada.


Il secondo è quello della clandestinità. Per gli extracomunitari non esiste di fatto un modo legale per entrare nel nostro paese. Tutti o quasi i 49.000 stranieri regolari che oggi vivono e lavorano onestamente in provincia di Padova sono stati clandestini. Dunque l’equazione clandestino = delinquente è assolutamente falsa. Va superata la legge Bossi-Fini per far uscire dalla clandestinità le migliaia di persone che già lavorano in Italia, creando opportunità di ingresso legali per chi vuole cercare lavoro da noi.


Questi problemi richiedono risposte politiche. Comprendiamo l’allarme sociale che provoca l’esodo degli spacciatori da via Anelli. Ma non è con le retate indiscriminate e con i rastrellamenti casa per casa, cui stiamo assistendo quasi quotidianamente, che si contrasta seriamente il narcotraffico. A farne le spese sono per lo più immigrati irregolari e qualche “pesce piccolo” dello spaccio. Per questo troviamo le” retate” ingiuste, inutili e politicamente strumentalizzabili. Le forze dell’ordine cittadine hanno più volte dimostrato grande professionalità. Non vorremmo si sentissero in dovere di dare una risposta alle giuste preoccupazioni dei cittadini rastrellando clandestini. Non è questo che ci aspettiamo da loro, ma indagini mirate a colpire i burattinai che organizzano il mercato della droga.


l’Attivo dei Circoli cittadini di Rifondazione Comunista di Padova



Buongiorno,

Vede noi facciamo difficoltà a capire l'interrogazione riportata in calce.

Anche ieri pomeriggio mentre in Via Galliano una volante arrestava un pusher, dall'interno delle palazzine sono usciti circa 20/30 extracomunitari con intenti minacciosi verso i poliziotti.

Queste osservazioni vengono fatte dai nostri balconi, noi ci consideriamo delle telecamere parlanti, ma anche in questa circostanza, per non creare ulteriori tensioni, non abbiamo telefonato ai "giornali" per riportare quello che è avvenuto e che tutti consideriamo estremamente grave.

Noi pensiamo, diversamente da qualcuno che abita forse a 10 miglia dalla zona, che fino a quando ci sarà questo elevato allarme sociale la zona meriterà, purtroppo anche retate.

Sappia che noi non vogliamo vivere di retate, non facciamo la conta su quanti ne prendono il giorno, vogliamo solo che il nostro quartiere riacquisti dignità e decoro, si riallinei ai livelli di sicurezza degli altri affinché le nostre donne, i nostri anziani i nostri figli possano riacquistare il piacere di passeggiare liberamente nelle nostre strade. Forse chiediamo tanto?


Tira aria di restaurazione, di ritorno al passato si ha la sensazione di assistere ad un vecchio film western: quando arriva il nuovo sceriffo per riportare ordine e legalità, tutti fanno finta di essere contenti ma il saloon lavora meno, il bordello deve chiudere etc. A quel punto tutti vogliono tornare al passato ed in maniera indistinta tutti attaccano il nuovo sceriffo.

Da noi si vorrebbe questo: abbattiamo il muro, riapriamo la via, allentiamo e/o togliamo i controlli, autorizzano lo spaccio, eliminiamo le retate, consentiamo i bivacchi e le risse, autorizziamo tutto quello che limita il bordello........

Accolga i migliori saluti.


COMITATO STANGA 6



Di seguito l'interrogazione parlamentare inviata dalla segreteria provinciale di Rifondazione Comunista



Interrogazione al Ministero competente:


Sui fatti accaduti a Padova il 24 settembre e sulla gestione dell'ordine pubblico in città.


In relazione ai fatti accaduti a Padova domenica 24 settembre u.s. e più in generale, in relazione alla gestione dell'ordine pubblico in quella città si chiede di sapere:


1) se la decisione di interdire una strada pubblica, via Anelli, al transito di una manifestazione fosse misura realmente necessaria;


2) se la carica attuata dagli agenti di Pubblica Sicurezza fosse necessaria;


3) se, come affermano i manifestanti, nel corso della carica siano stati utilizzati gas lacrimogeni cosiddetti CS, che risultano contenere sostanze chimiche altamente nocive per la salute che colpiscono non solo i manifestanti ma chiunque si trovi in loro presenza; e se, considerata la tossicità di tali gas, non si ritenga necessario ritirarli dalle dotazioni delle forze dell'ordine italiane;


4) se, considerata la lievità dell'episodio e il clima di tensione esistente in città, non ritiene sia stata eccessiva ed inopportuna la misura attuata del fermo per i 4 manifestanti, peraltro rimessi in libertà dal giudice dopo 2 giorni;


5) quali siano le misure che saranno messe in atto sabato 30 settembre per l'annunciata manifestazione promossa dagli stessi organizzatori per protestare contro le cariche e i fermi del sabato precedente, misure che dovrebbero tendere ad evitare che si riproponga un clima di tensione, che potrebbe turbare anche l'altra manifestazione, da tempo prevista dalle organizzazioni cittadine dei lavoratori e cittadini migranti contro la legge Bossi-Fini, per la dignità, contro il narcotraffico;


6) se infine sia a conoscenza delle quasi quotidiane operazioni di polizia che le locali forze dell'ordine, da ormai due mesi a questa parte, conducono principalmente nelle aree e nei quartieri contermini a via Anelli, che si configurano spesso come veri e propri rastrellamenti, con perquisizioni a tappeto di interi caseggiati, spesso con effrazioni di appartamenti vuoti o di cui non si conoscono gli abitanti domiciliati, mediante l'utilizzo dei vigili del fuoco che accedono agli alloggi con le auto-scale, e se non ritenga quindi opportuno richiamare le locali autorità di polizia giudiziaria ad indirizzare le loro energie e professionalità piuttosto nelle indagini mirate a sgominare in profondità la rete del narcotraffico.

 
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