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Scritto da Presidente   
sabato 13 settembre 2008
Comitato Carducci

Carrai smentito dai fatti.


Caro assessore, faccio riferimento alla sua intervista apparsa sul Gazzettino del 20 agosto, per risponderle sulla base dei fatti pubblicati sulla stampa e delle verifiche fin qui condotte dalle forze dell'ordine, non sull'aria fritta.


Mi pare che quanto riportato dal Gazzettino il 7 settembre e l'episodio di violenza tra nomadi di sabato scorso possano essere sufficienti a dimostrare la pesante situazione di degrado in cui si trova l'area, o l'ineffabile assessore aspetta il morto?


A noi residenti basta e avanza l'acre miasma di escrementi umani di cui è cosparso il nostro quartiere, prodotti dal bivacco quotidiano di una mezza dozzina di furgoni di zingari in piazza Rabin e l'andirivieni di improbabili ciclisti extracomunitari e dei loro clienti in auto (potranno questi dare la “soddisfazione” di cui sopra durante la guida sotto gli effetti della droga?!).


Ma forse la sua bella soddisfazione verrà dalle corse notturne d'auto e moto nelle corsie del parcheggio, oppure dai bimbi rom che transumano casualmente come fanno le galline nell'aia, senza alcun controllo dei loro genitori, tra parcheggio e le vie limitrofe (Carducci e 58° fanteria) percorse da rumorosi bolidi a tutte le ore.


Pochi sono i coraggiosi (o forse molti sono gli ignari) che utilizzano il parcheggio di Piazza Rabin (mai piú di 30 auto nei giorni feriali), concentrandosi nell'area vicino a Prato della Valle e lasciando libera la terra di nessuno verso il velodromo: addirittura gli addetti transennano le uscite su via Carducci per evitare danni agli apparati ed aggressioni agli utenti.


Le sia chiaro che gli sforzi ed i risultati sopra citati e riportati dai giornali in questi giorni non hanno portato alcun risultato tangibile, gli sbandati che quotidianamente dormono sotto le frasche del parcheggio sono rimasti numerosi, i camper ed furgoni rimangono in sosta vietata su via Carducci per non pagare il parcheggio e garantirsi una rapida fuga, le siepi e l'area a verde attorno alle sbarre di uscita male odorano in modo sempre piú stomachevole, le feci vengono generosamente dispensate anche presso cassonetti e campane ecologiche, bivacchi di ubriachi e gare motoristiche si verificano tutte le notti.


Una volta sotto gli archi dell'ex foro boario c'era un distaccamento di vigili urbani e l'area di stoccaggio dei mezzi rimossi: non dovevano fare niente di che, bastava solo vederli che passavano in divisa per recarsi all'ufficio all'inizio e alla fine dei turni.


Questo di piazza Rabin è il parcheggio di riferimento per chi viene a Padova per visitare il Santo, ma il biglietto da visita offerto dalle nostre ultime amministrazioni comunali è decisamente squallido e pericoloso, e visti i nuovi progetti, peggiorerà pure.


Come Comitato non ci rivolgiamo con queste osservazioni a lei o ai suoi colleghi, pur anche di opposizione, ma ai nostri concittadini perché è necessario cambiare radicalmente il modo di amministrare questa città: tutti voi siete stati ampiamente superati dalla realtà dei fatti, non siete per nulla aggiornati alle esigenze dei vostri amministrati e della città, non siete neppure affidabili. Noi cittadini abbiamo potuto tastare con mano mediante le vicende del tram la vostra abilità: chi nel mantenere le promesse e chi nello scarica barile; oggi nella gestione dei problemi della sicurezza l'azione è convulsa, disordinata e priva di metodica; in futuro con l'utopistico parcheggio sommergibile di piazza Rabin (deliberato da Destro/Menorello e fatto proprio da Zanonato/Rossi/Mariani) andrete ad allargare il buco di bilancio creato col tram, sempre che il buco nel terreno non ci risucchi tutti come stava per avvenire in via IV novembre, a solo due isolati di distanza.


Continuate a fare di testa vostra e/o secondo le direttive dello schieramento di appartenenza, non possiamo piú nutrire la speranza che siate in grado di capire le necessità di noi amministrati, troppi fatti sono lí a dimostrarlo, bisogna cambiarvi radicalmente, e, abbiamo visto di recente, si può fare. Anzi si deve.



Massimo Ruzzante – Comitato Carducci

 
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