Comitato Stanga

Decreto Carfagna: togliere la prostituzione dalle strade, dove andrà?
Scritto da Presidente   
venerdì 19 settembre 2008
Mara Carfagna

Dato per scontato l'appoggio nei confronti delle iniziative atte ad eliminare il fenomeno, non tanto per gli aspetti di decoro e decenza pubblica, quanto per l'eliminazione di quella che per troppi anni, insieme allo spaccio, è stata ed è tutt'ora la principale fonte di disturbo e disagio sofferto da molti quartieri della nostra città.


Detto questo, non abbiamo una grande fiducia che il ddl Carfagna possa realmente contrastare questo squallido mercato, se non nei primissimi tempi per l'effetto "sorpresa". Dando per scontato che tale mercato è di fatto ineliminabile, non per utopismo ma per concretezza, il nostro timore è che tali "esercizi" finiranno per svolgersi in abitazioni, spostando il problema dalle strade ai caseggiati, cosa che accade da anni, come innumerevoli volte denunciato dal comitato.


Ancor peggio, sospettiamo che presto finiranno per essere banalmente "aggirati", con semplici stratagemmi, come evitare abbigliamenti discinti, da parte delle prostitute, parcheggiare regolarmente e andare a contrattare a piedi, o spostando il "mercato all'aperto" in zone dove diviene difficile se non impossibile il controllo, come già accaduto in passato a Padova.


Inoltre vi sono alcuni dubbi sulla legalità effettiva di questo ddl, ne citiamo alcuni senza entrare nello specifico:



Temiamo come conseguenza, un aggravamento nel lavoro dei tribunali, per la mole di denunce, ricorsi, processi e tutto quello che ne conseguirà.


Provoca una certa "ilare sorpresa" il fatto che tale decreto sia stato presentato proprio dal Ministro per le Pari Opportunità, prima perché pare ignorare la legge Merlin, che proprio mirava a dare "pari dignità" alle prostitute, poi perché il Ministro abbia realizzato nel recente passato calendari "senza veli", non certo prove d'artista, pubblicati su periodici acquistabili tranquillamente da minorenni e regolarmente esposti in pubblico nelle locandine delle edicole.


Se è vero che tutti si possono redimere e che solo gli stupidi non cambiano mai idea, troviamo che coerenza e non contraddittorietà di comportamento siano delle caratteristiche che dovrebbero essere la base fondante di ogni individuo, ci pare difficile che, chi abbia di fatto usato il proprio corpo al solo scopo di trarne un profitto personale, possa dare lezioni di morale a chicchessia.


Qualche link per approfondire l'argomento e anche per farsi due risate:



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