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Accoltellato in casa, forse per un regolamento di conti.
Tunisino ferito in un appartamento di via Confalonieri, Manfrin del comitato Stanga: «È una guerra tra bande»
Lunedì, 17 Gennaio 2011,
«Polizia, polizia mi hanno accoltellato».
È la richiesta di aiuto pervenuta al 113, ieri intorno a mezzogiorno, di un tunisino irregolare di 47 anni con precedenti e domiciliato in via Confalonieri 27.
Quando gli agenti della sezione “Volanti” sono arrivati nell’appartamento, lo hanno trovato disteso a terra dolorante. «Mi ha ferito un mio connazionale clandestino di 26 anni» ha dichiarato il nordafricano ai poliziotti. Subito dopo è stato trasportato dal Suem 118 al pronto soccorso dell’ospedale civile. Attualmente il tunisino non è in pericolo di vita. Gli agenti hanno sequestrato l’abitazione, ma sul pavimento non hanno trovato tracce di sangue. È possibile che l’aggressione sia avvenuta in un altro luogo. Qualche ora piú tardi gli agenti hanno trovato e denunciato a piede libero l’accoltellatore, anche lui con precedenti per spaccio. L’episodio di violenza, seguito in settimana da un incendio doloso di un furgone Mercedes di proprietà di un marocchino in via Tonzig, sta diffondendo nuovamente la paura tra i residenti della Stanga e del Pescarotto.
«L’altro giorno in via Tonzig - racconta Paolo Manfrin, presidente del comitato Stanga - l’incendio di un camioncino di un nordafricano, è accaduto esattamente due anni dopo l’incendio di un mezzo di un noto spacciatore. Adesso l’accoltellamento in via Confalonieri che sicuramente non è avvenuto per gelosia».
Gli abitanti di questi due quartieri, da anni punti chiave del mercato della droga, temono una guerra tra bande di spacciatori.
«Parlare di guerra - prosegue Manfrin - forse è prematuro, ma qualcosa sta accadendo. Noi che viviamo tutti i giorni la Stanga e il Pescarotto capiamo che c’èè tensione. Del resto basta passeggiare per le strade e accorgersi che nigeriani e nordafricani si stanno nuovamente dividendo le zone dello spaccio». Le forze dell’ordine, Polizia e Carabinieri, sono quotidianamente impegnate sul controllo del territorio. Eppure secondo il comitato Stanga questo non è ancora sufficiente. «Polizia e Carabinieri hanno fatto e stanno facendo un lavoro egregio - termina Paolo Manfrin -. Il punto è che il solo controllo del territorio non è piú sufficiente. Forse si dovrebbe puntare a un’operazione di intelligence. Capire cosa sta accadendo per scongiurare la ripresa importante dello spaccio e una eventuale guerra tra bande».
Il Gazzettino |