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Atto Camera
Interrogazione a risposta scritta 4-01102
presentata da
GIOVANNI CREMA
giovedì 28 settembre 2006 nella seduta n.044
CREMA. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
il giorno 26 settembre 2006 sul quotidiano di Padova Il Gazzettino veniva riportata la notizia che, a Padova, a seguito degli scontri di domenica 24 settembre scorso, in via Anelli si è verificato un'inquietante episodio di violenza nei confronti del Presidente del Comitato Stanga 6, Paolo Manfrin, da anni in prima linea nella lotta per la bonifica di via Anelli;
Manfrin, mentre stava recandosi a piedi in Questura, dove era atteso per depositare la denuncia nei confronti del leader dei Dissidenti padovani, Max Gallob, per la precedente aggressione subita nei suoi confronti durante la manifestazione di domenica in cui Gallob lo aveva assalito e fatto finire all'ospedale, è stato avvicinato da un giovane che gli «consigliava» di cambiare città e che aveva a disposizione tutti gli elementi per «venirlo a prendere» e che dopo le ulteriori intimidazioni subite, lo aveva oltraggiato sputandogli in volto -:
se e quali iniziative il Ministro abbia intrapreso o intenda adottare al fine di riportare un clima di tolleranza e di non violenza per evitare che altri cittadini come il signor Paolo Manfrin vengano aggrediti e minacciati per il solo fatto di esprimere le proprie idee e al fine di ripristinare la sicurezza e la legalità nella città di Padova. (4-01102)
Atto Camera
Risposta scritta pubblicata lunedì 22 gennaio 2007 nell'allegato B della seduta n. 095
All'Interrogazione 4-01102 presentata da CREMA
Risposta. - Gli episodi cui fa riferimento l'interrogazione si inquadrano nella più ampia vicenda relativa alla bonifica di via Anelli, quartiere di Padova interessato, come noto, da segnali di un progressivo degrado urbanistico e sociale che hanno indotto l'amministrazione comunale a programmare lo sgombero del complesso residenziale «la Serenissima» (ormai occupato prevalentemente da immigrati stranieri) e l'avvio di un articolato piano di risanamento e riqualificazione dell'area, finalizzato anche a sradicare il fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti.
La vicenda è stata fonte di un profondo e vivace dibattito in seno al mondo politico ed alla società locale, al cui interno si sono evidenziate opinioni, posizioni e sensibilità differenti.
In particolare, il signor Paolo Manfrin, quale presidente del comitato spontaneo di quartiere «Stanga 6» da anni in prima linea per la difesa degli interessi dei residenti, si batte per la bonifica dell'area ed il contrasto dell'illegalità; viceversa, gli ambienti antagonisti che fanno capo al centro sociale occupato «Pedro» interpretano i provvedimenti adottati dalle autorità come un'ingiusta forma di repressione e discriminazione nei confronti di immigrati ed assuntori di stupefacenti.
In questo contesto, un forte valore simbolico ha assunto la vicenda del cosiddetto «muro di via Anelli», ossia la decisione dell'amministrazione comunale - molto enfatizzata dai media - di sostituire una vecchia e logora recinzione metallica con una struttura in lastre in lamiera, posta fra il complesso residenziale e via De Besi, al fine di chiudere un varco dal quale erano soliti agire gli spacciatori.
Contro la decisione del Comune, il 24 settembre 2006 l'associazione «Razzismo stop» ed i centri sociali del Nord Est hanno promosso una manifestazione pubblica definita «assalto culturale al muro del proibizionismo».
Nell'occasione, in Piazzale della Stanga, il Manfrin, avvicinatosi, è stato apostrofato da uno di essi con un epiteto ingiurioso e colpito al volto con un pugno ed uno schiaffo.
L'immediato intervento del personale della Polizia di Stato, presente sul posto, ha impedito che l'episodio potesse ulteriormente degenerare ed ha permesso di identificare l'aggressore in uno dei leader locali del centro sociale «Pedro».
Il Manfrin, medicato presso il Pronto Soccorso di un ospedale locale, ha riportato una prognosi di quindici giorni per le lesioni sofferte nell'episodio. Secondo quanto pubblicato dai quotidiani locali, l'esponente antagonista protagonista dell'alterco avrebbe così commentato l'episodio: «...ci stavamo preparando al corteo e lui era lì in mezzo che rideva di noi con qualcuno al telefonino. Mi hanno detto: "È quello dei CPT". Gli ho chiesto se era venuto per provocare, mi ha risposto male e gli ho dato una sberla. Sono fiero di me stesso...».
Il giorno dopo, il Manfrin si è recato in Questura per sporgere querela. Secondo quanto denunciato dallo stesso Manfrin, lungo il tragitto, nei pressi dell'emittente antagonista «Radio Sherwood», in Piazzale Pontecorvo è stato avvicinato da un giovane il quale, dopo averlo apostrofato con frasi minacciose, lo ha spintonato e gli ha sputato in viso, allontanandosi subito dopo in direzione della predetta emittente.
All'atto della querela, Manfrin ha evidenziato come la sua attività in seno al comitato «Stanga 6» lo abbia reso particolarmente inviso ai militanti della compagine antagonista padovana e, nell'individuare gli autori delle due aggressioni, ha riconosciuto nel giovane di Piazzale Pontecorvo un altro noto attivista del CSO «Pedro».
Entrambe le persone segnalate sono state deferite all'autorità giudiziaria; inoltre, a protezione della sicurezza personale del Manfrin, si è deciso di inserire la sua abitazione fra gli obiettivi vigilati dalle forze di polizia nell'ambito del piano di controllo coordinato del territorio.
Si ritiene, peraltro, che la prevenzione di analoghi episodi di violenza ed intolleranza passi attraverso una complessiva risoluzione della vicenda di via Anelli e delle tensioni da essa determinate, risoluzione per la quale l'amministrazione comunale risulta fortemente impegnata in sinergia con la Regione, l'Azienda territoriale per l'edilizia residenziale e le autorità di pubblica sicurezza.
Le forze di polizia, dal canto loro, hanno già proceduto ad un ulteriore, cospicuo potenziamento della loro presenza nell'area, attraverso sia un rafforzamento del presidio di vigilanza fissa, sia un'intensificazione dei servizi e delle attività di controllo del territorio.
Per completezza, si soggiunge infine che, in occasione della citata manifestazione del 24 settembre nel corso della quale si è verificata l'aggressione al Manfrin, quattro manifestanti sono stati arrestati per resistenza, violenza a pubblico ufficiale, lesioni aggravate e travisamento nel corso di pubblica manifestazione; l'autorità giudiziaria ha dato conferma del provvedimento adottato dalle forze di polizia, disponendo la traduzione in carcere degli arrestati.
Il Viceministro dell'interno: Marco Minniti.
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