Comitato Stanga

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La sicurezza va combattuta anche nei piani urbanistici
Scritto da Presidente   
mercoledì 15 aprile 2009
Una botta e via?

Abbiamo appreso dalla stampa che al settore edilizia privata è stato fatto passare in sordina un progetto di ampliamento delle palazzine dell’ESU senza che nessuno interessasse il quartiere!!!

Forse la paura di un confronto civile è alla base di queste “trame”?


Ultima ora: a seguito del nostro trovate anche il documento redatto dal comitato Carducci nel quale ha esposto le proprie osservazioni in merito.


Il rischio di mettere una struttura come quella a ridosso di una scuola elementare senza garanzie di ordine e pulizia ci appare veramente sconcertante. Non meno di qualche giorno fa, nelle struttura esistente abbiamo fatto intervenire il 113, per disturbo alla quiete pubblica. Vorremmo poi ricordare che via Anelli nasce proprio dall’incuria degli studenti!

Pertanto noi del comitato siamo pronti a manifestare il nostro dissenso alla realizzazione di questo progetto!


Inoltre il Comitato Stanga attento a tutto quello che succede in quartiere, in questi giorni ha presentato una serie di osservazioni al piano regolatore a tutela del territorio.

L’attuale amministrazione ci pare che si un po’ “distratta” e si lascia sfuggire l’ occasione per fare del bene al nostro rione, riqualificandolo e ridando a questa zona un po’ di pace! Leggete il documento sotto allegato che è stato presentato assieme ad un osservazione della parrocchia con allegato quasi 200 firme.


PAOLO MANFRIN



OGGETTO: OSSERVAZIONE ALLA VARIANTE AL PIANO DI LOTTIZZAZIONE IN VIA VENEZIA. ADOZIONE.


Osservante:

Paolo Manfrin Presidente del Comitato Stanga e coordinatore dei Comitati della Stanga, (Manara- Gianbellino- Piovego- Maroncelli e A.I.N.S.) nato omiss... e residente omiss....


Previsioni urbanistiche:

variante adottata e relative all’area individuata come area ex Rizzato compresa tra le vie Venezia angolo via del Pescarotto e via Maroncelli meglio conosciuta come progetto dell’architetto Botta.


Il progetto:

prevede la costruzione di due edifici, il primo lungo via Maroncelli per l’Università di Padova, il secondo a destinazione commerciale/direzione lungo via Venezia.


Osservo:

che la scelta di costruire edifici a destinazione direzionale/commerciale nell’area della Stanga non favorisce quel processo di riqualificazione della Stanga e di rilancio del rione di S. Pio X da anni auspicato dai residenti della zona. L’esperienza, ad esempio della Cittadella e Padova Uno, insegna che tali edifici in città generano traffico (di transito e sovraffollamento dei parcheggi “gratuiti” soprattutto nelle vie circostanti dove vi sono abitazioni), inquinamento e forte degrado urbano (alla sera e nei giorni non lavorativi diventano aree “gestite” della microcriminalità) con conseguente abbandono del territorio dei residenti, soprattutto delle giovani famiglie che sono a mio giudizio invece assolutamente indispensabili per mantenere “vivo” un rione. Inoltre faccio notare che dalla Cittadella fino alla Fiera non risultano destinazioni residenziali, rendendo deserto il territorio nei giorni non lavorativi lasciando spazio per il naturale degrado che già la zona vive.


Osservo:

altresí, che in una percentuale significativa (20%) di tale area sarebbe consentita la costruzione di edifici residenziali, molto utili per iniziare il progetto di riqualificazione sopraccitato. Dietro all’immobile progettato dall’architetto Botta, che ritengo opportuno debba essere edificato lungo via Venezia e non in una via secondaria come è via Maroncelli, potrebbero pertanto essere costruite (a fianco del Parco Europa e di fronte a via Maroncelli) alcune palazzine per famiglie, come meglio evidenziato nelle planimetrie allegate.

Inoltre chiediamo che i parcheggi che saranno realizzati non dovranno poi essere messi in vendita o in gestione privata a pagamento, ma lasciati liberi per tutti i fruitori degli edifici di nuova realizzazione, per non trovarci poi il quartiere intasato dalle automobili.

Il comitato che presiedo, i residenti del Pescarotto, la comunità parrocchiale, e tutta la Stanga esprimono un forte disagio per il mancato coinvolgimento nell’assunzione di una decisione che certamente avrà ricadute negative sul territorio dove vivono e soprattutto lamentano, dopo oltre un decennio di forte degrado urbano, l’assenza di progetto complessivo di riqualificazione in senso residenziale di tutta l’area.

Sicuri che una soluzione potrà essere trovata, nell’affrontare l’argomento, speriamo fiduciosi, che nell’eventuale vostra approvazione, vengano tenute in considerazione le nostre osservazioni.

Si rimane a disposizione per ulteriori chiarimenti.



Distinti saluti

Il Coordinatore

Paolo Manfrin





Oggetto: Osservazioni al piano particolareggiato area ex Foro Boario, Velodromo Monti, Campo Appiani – rif. Deliberazione della Giunta Comunale n.197 del 12 marzo 2009.


Con riferimento a quanto in oggetto, i sottoscritti signori, come specificato per ciascuno in calce, riuniti nel “Comitato Carducci”, presentano a codesto Settore Pianificazione Urbanistica le seguenti osservazioni/opposizioni:


1 Premessa: osservazioni sulla utilità pubblica del progetto e sui suoi costi sociali.

Il progetto prevede alcune opere di recupero degli edifici storici sul fronte del Prato della Valle che – a parte valutazioni architettoniche ed estetiche – possono ritenersi di interesse della cittadinanza. Prevede anche una sistemazione piú razionale del parcheggio dei pullman turistici, salvo quanto sotto si osserverà. Ruota però attorno a un intervento di costruzione di un grande parcheggio sotterraneo, con vendita parziale dei posti auto, che richiede il sacrificio definitivo del verde nell’area e del quale è totalmente discutibile l’utilità pubblica.

Il parcheggio sotterraneo risponde infatti ad una logica superata dalla stessa evoluzione del trasporto pubblico a Padova. Ad oggi il parcheggio esterno nell’area di Piazza Rabin è utilizzato a pieno regime esclusivamente nelle giornate di mercato. Dopo l’avvio del servizio tram e dei parcheggi periferici connessi, l’uso dell’area nei giorni feriali come parcheggio si è fortemente ridotto, ed è prevedibile che il maggior costo della sosta nel parcheggio sotterraneo porterebbe ad una ulteriore riduzione, infine la riduzione dell’area utile di parcheggio durante la costruzione (previsti circa TRE anni) risulterà in un ulteriore futura disaffezione degli utenti.

Il guadagno estetico dell’interramento è molto discutibile, visto che si perderebbe il verde sostituito da un lastricato e da edifici.

Per contro, il costo urbanistico dell’opera è elevato sia in termini di riorganizzazione del traffico a danno dei residenti sia in termini ambientali per la perdita del verde anche in tutta la via Carducci.

In questo incerto bilancio di costi e benefici, l’unica utilità che è dato di vedere è quella delle imprese che gestirebbero l’esercizio dell’opera e la vendita dei posti auto, sempre che questi abbiano mercato.

Si propone invece una riqualificazione dell’area, in armonia con il rinnovo della quinta del Foro Boario, attraverso

a) la recinzione con cancellata e la chiusura notturna ad evitare le forme di abuso che aumentano continuamente

b) il compattamento dei posti di parcheggio feriale

c)l’eliminazione dell’area camper che non ha riscontro, in zona talmente centrale, in altre città storiche, e che ridurrebbe di molto la superficie destinata a parcheggio

d) la cura del verde oggi trascurato e la creazione di spazi a prato dove non parcheggiano le auto

e) la costruzione di servizi igienici in muratura, dignitosi e adeguati al flusso dei turisti

f) la creazione di piste ciclabili in via Carducci

g) la proposta di creare un parcheggio per pullman nell’attuale Deposito della Provincia deve essere accompagnata dallo spostamento del capolinea dell’attuale Diretto Piazze che potrà cosí effettuare il servizio navetta verso il Santo e il Centro storico.


2 Osservazioni sulla viabilità.

La viabilità prospettata è incompatibile con le dimensioni di via Carducci e con la presenza di numerosi accessi carrai alle abitazioni private, già in crisi con l’attuale assetto della circolazione stradale.

La nuova viabilità in piano non è compatibile in ogni caso con la presenza della casa di cura “La Nostra Famiglia”, che provvede a numerosi disabili con diritto di accesso e sosta con mezzi propri, già in difetto con l’attuale viabilità. Inoltre è presente in via Carducci un asilo privato (“Kinderheim”) che verrebbe privato della possibilità di stazionamento per le fasi di afflusso e recupero dei minori da parte dei genitori.

La viabilità delle aree prossime alla zona è già fortemente penalizzante per il raggiungimento delle residenze, a causa ad esempio della linea del tram (che verrà ulteriormente potenziata ed intensificata nei transiti) che impedisce un fluido accesso a Prato della Valle e quindi alle vie e le relative residenze comprese nel Piano, l’assetto proposto è ulteriormente sfavorevole perché non consentendo la circolazione in via A. Mario, concentrerà il traffico di deflusso sulla Breccia di Santa Giustina, assieme al nuovo traffico turistico.

Il traffico non residenziale dovrebbe essere canalizzato su via 58° Fanteria, in modo da evitare il giro vizioso attraverso via Carducci per accedere al Park e alla rotatoria di via Acquapendente, visto che per l’istituzione del traffico limitato in Via Alberto Mario, come in Piano, il traffico non residenziale non avrebbe ragione di passare per via Carducci.

La nuova viabilità, che prevede il transito degli autobus turistici ed urbani provenienti da sud-est, comporterà un intasamento e relativo inquinamento in tutte le vie interessate dal Piano. Ci si chiede come sia possibile che gli autobus possano effettuare le manovre di svolta in crocevia di dimensioni assolutamente non idonee.


3 Osservazioni di ordine ambientale.

Il piano prevede l’eliminazione di piú di cento alberi, di cui il 70% nelle vie Carducci e Malaman e il 30% in Piazza Rabin, con un enorme diminuzione della capacità di smaltimento della CO2 nell’area e con lo stravolgimento dell’immagine storica di viale Carducci. Non è prevista invece nel piano alcuna perequazione nell’area di intervento.

Invece per perequazione urbanistica e compensazione ecologica dell’impatto ambientale del solo parcheggio interrato, tutta la piazza soprastante compresa la superficie del parcheggio dovrà essere destinata a verde pubblico con aumento della piantumazione ad alto e medio fusto ed inerbimento del piano di campagna: quest’ultimo intervento è in conformità ai requisiti ambientali delle nuove norme in materia di impatto ambientale e risparmio energetico perché va ad evitare la costituzione di un isola di calore e perché consente di ricuperare il territorio e la terra dal punto di vista idraulico e di efficienza delle acque.

Gli edifici a vetri inseriti in progetto non potranno essere conformi alle normative sul risparmio energetico vigenti (legge 311/06 e successive), l’impatto dal punto di vista termico è enorme con elevati costi energetici ed economici di climatizzazione estiva in primo luogo, ma anche invernale.


4 Osservazioni sull’inquinamento.

L’utilizzazione dell’area sovrastante il parcheggio interrato come area pubblica con stazionamento di persone, come ad esempio pubblico per manifestazioni, è in totale contrasto con la presenza delle grate di espulsione dei gas di scarico delle automobili sul piano della piazza: le stesse grate di espulsione dei gas di scarico devono rimanere sempre libere in quanto in caso di incendio servono anche per l’espulsione dei fumi.

L’estrazione dei fumi dall’eventuale parcheggio interrato deve avvenire solo per convezione naturale: in caso di impiego di impianti meccanici a convezione forzata dovrà essere garantita un immissione acustica inferiore ai 40 dB(A) come prescritto nel D.M. 14/11/1997, inoltre non potranno essere posti presso la zona residenziale ma solo in via 58° Fanteria.

La cabina di distribuzione elettrica del tram in modo deve essere bonificata nell’impatto visivo ed acustico realizzando un apposito vano tecnico all’interno del volume dell’eventuale park interrato: infatti l’attuale impatto acustico risulta fuori legge perché supera il criterio differenziale notturno secondo D.M. 14/11/1997 e secondo piano di zonizzazione acustica del Comune di Padova.


5 Osservazioni sul rischio statico ed idrogeologico.

Storicamente l’area è paludosa infatti Prato della Valle ne è la bonifica risultante: questo comporta, come a noi residenti è ben noto, che la falda acquifera è posta ad appena 0,5 metri sotto il piano di campagna con evidenti rischi di sifonamento delle acque, liquefazione del terreno, instabilità geotecnica con conseguenti crolli e dissesti. Questi rischi sono a Voi ben noti e presenti in quanto si sono già verificati nel recente passato sempre in quest’ area (Via IV Novembre e via Sammicheli).

Si stabilisce pertanto che il comune approvando il piano e la costruzione del parcheggio interrato comunque ed in ogni caso si costituisce parte garante, in solido con la società costruttrice, della stabilità degli edifici limitrofi al parcheggio interrato.


6 Osservazioni relative all’ordine pubblico.

Il parco a verde pubblico che deve risultare dalla riqualificazione e perequazione urbanistica della superficie di piazza Rabin dovrà essere recintato e chiuso di notte (dalle ore 21 alle ore 7 almeno) per tentare di prevenire tutti i reati contro le persone e le proprietà e tutti i fenomeni di degrado urbano già presenti e verificati in questi ultimi tre anni. A questo proposto dovrà essere vietata la sosta dei camper a qualunque titolo.

Anche l’eventuale parcheggio per gli autobus in via 58° Fanteria e via Marghera dovrà essere presidiato 24 ore su 24 o in alternativa recintato e chiuso di notte

 
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