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Sarebbe utile ed interessante tracciare una breve cronistoria delle attività del Comitato Stanga 6 che si è trovato a fare i conti nel corso degli anni, quasi due decenni ormai, con un concentrato di problemi: dagli effetti indotti dall’insediamento in una zona residenziale di un grosso centro commerciale, alla formazione di un ghetto di extracomunitari che aveva dato vita ad un’isola di illegalità (spaccio, consumo di droga e prostituzione) determinando una situazione di degrado...
...anche igienico-sanitario, che ha innescato un pericoloso processo di contrapposizione tra cittadini residenti e stranieri, antitetico a qualsiasi possibile processo di integrazione. Questo comitato di cittadini, auto organizzato, ci ha sollecitato ad uscire dallo spazio ristretto delle nostre case, a superare uno stato di possibile indifferenza ed assuefazione, a creare alleanze tra residenti e altri soggetti presenti nel territorio, commercianti, associazioni di volontariato, associazioni di stranieri, al fine di garantire all’intera zona dignità, decoro, sicurezza e integrazione in un unico tessuto urbano del quale poter essere fieri ed orgogliosi. Riconosciamo il percorso fatto grazie all’efficace intervento del Sindaco, dei suoi Assessori, del Questore e del Prefetto, e soprattutto grazie alla volontà e tenacia di alcune persone che, non rigidamente ingabbiate in strutture partitiche né tanto meno ideologiche, sono state e continuano ad essere un fattore determinante. Il radicamento nel territorio e l’attenzione costante su di esso ci ha consentito di evitare le derive della propaganda e della strumentalizzazione, messa in atto in modo spregiudicato ed irresponsabile da mass-media ed esponenti politici non solo a livello locale ma anche nazionale e internazionale: basti ricordare al proposito la vicenda grottesca del cosiddetto muro. Non un muro reale ma un muro di chiacchiere, di speculazioni, di ignoranza colpevole da parte di chi ha straparlato senza conoscere la situazione reale oppure, peggio, conoscendola, senza volerla seriamente affrontare, a dispetto e dispregio di chi l’ha dovuta per anni subire. Come Comitato parteciperemo alla giornata di mobilitazione indetta dall’ARCI di Padova il 14-12-2007 p.v. avente come tema "Comunità, un patto da costruire insieme". Già nel recente passato avevamo inteso promuovere una iniziativa cittadina sul tema della sicurezza in quanto risultato della legalità e della solidarietà. La proposta nasceva dalle zone della città di Padova che più pesantemente hanno subito per molti anni gli effetti di un progressivo degrado della qualità della vita e che, non avendo mai accettato un destino di marginalizzazione, pretendono di essere parte integrante di un unico tessuto urbano a misura d’uomo. Una richiesta che nasce dalla società civile e che si rivolge soprattutto agli altri quartieri della città e alle associazioni che operano nel sociale, nel tentativo di far convergere tutte le forze disponibili ad operare insieme, amministratori locali, forze dell’ordine, cittadini singoli ed associati, comunità di immigrati, per la soluzione dei problemi più acuti della nostra città. Saremo dunque presenti all’iniziativa promossa dall’ARCI nella piena consapevolezza che non ci può essere sicurezza senza il rispetto delle regole di convivenza civile fissate nell’ordinamento giuridico, a partire dai principi della Carta costituzionale e quindi della legalità costituzionale e senza la pratica, spesso faticosa e difficile, della solidarietà, volta a fare incontrare, nel riconoscimento reciproco, le diverse identità, culturali, religiose ed etniche. Continuiamo ad essere pienamente coinvolti nella costruzione, giorno per giorno, con costanza e intelligenza, di un discorso pubblico che ha come parole d’ordine indivisibili, sicurezza, legalità, solidarietà, residenza, cittadinanza, nel rispetto dei diritti fondamentali di ogni persona.
Per il Comitato Stanga 6
Silvio Falcone |